Il tavolo degli aneddoti

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Il tavolo degli aneddoti

Messaggio Da Niymiae il Mar Lug 29, 2008 7:05 pm

Inizia a farsi tardi. La serata è stata piacevole finora, ma deve ancora prendere
davvero il via. Boccali vuoti iniziano ad accumularsi al centro del tavolo, e portafogli
vuoti nelle tasche.

Poi, qualcuno chiama un ultimo giro. Un ultimo brindisi.
Il suono dei bicchieri che sbattono sul tavolo prima dell'inaugurazione della nuova
pinta è più forte del solito.

E' in momenti del genere che succede. Ogni volta. Senza preavviso nè motivazione
alcuna, improvvisamente parlare diventa incredibilmente facile.
Iniziano gli aneddoti.

"Al compleanno dei 18 anni di quella mia amica.."
"Oddio, mi ricorda troppo quell'estate che siamo andati in Irlanda.."

Di solito, finisce quando il barista spegne le luci. Ma Lowfi non credo abbia
problemi di orario, nel tenere aperto il pub. Dunque, se avete qualcosa da raccontare..

..prego, questo tavolo è per voi!
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Re: Il tavolo degli aneddoti

Messaggio Da lowfi il Mar Lug 29, 2008 7:33 pm

Ricordo con sommaria precisione il mio post laurea, la serata è incominciata al solito pub, faccio per ordinare una birra ma vengo subito fermato: "che cazzo fai te? stasera solo shottini"

- ma io volevo...

"solo shottini, vogliamo vedere dove finisce Lorenzo"

Da li in poi penso di aver brindato con tutto il locale, americane grasse comprese, ed aver bevuto un discreto numero di varianti di quel crimine contro l'umanità che il mondo chiama shottino.

Whisky liscio, rum e pera, blowjob, lemon drop, caffè cubano, cervello...

Tutti cazzo, tutti.

Dopo circa 14, 15 shottini esco dal pub per fare un giro in piazza Santa Croce, per vedere se mi reggevano le gambe.

Due fidi scudieri mi si affiancano con generi di conforto, uno regge una birra con tequila (roba da pena di morte) ed uno un whisky con ghiaccio (ma poteva essere vomito, tanto ormai la bocca era tipo forno refrattario) sussurrando dolcemente: "dove cazzo credi di andare? se cammini devi bere queste in un giro di piazza, sennò fai il bis"

Ringraziandoli con "la vostra mamma sifilitica" finisco i beveraggi mentre giro per la piazza con aria ebete, talmente ebete che da li in poi ricordo poco.. mi hanno detto che ho chiesto scusa ad una panchina e che ho fatto una foto ad una coppia e stavo andando via con la macchina fotografica..

quindi siamo andati in un altro locale...

ma questa parte la scrivo stasera

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Re: Il tavolo degli aneddoti

Messaggio Da OrangE il Mar Lug 29, 2008 8:30 pm

Io ricordo due settimane fa, a Milano.

Mi fa ancora male il menisco.

Mi portano in una discoteca di papponi fighetti della Milano da bere. Sono scettico, ma mi prestano dei vestiti che sembro un modello. Serata diversa dal solito, non sono il tipo ma vabbè, vediamo dove mi porta il destino. La compagnia è aggressiva, casa li a Milano prima di uscire nel frigo si leggeva solo "heineken". Lo svuotiamo.

Centro, mi offrono di tutto. Mohito, altra birra, rum e pera. Sto già sorridendo ai muri, faccio 2/3 figure di merda.

Da li prendiamo il taxi, il tizio è un milanese doc. Rifiuta il goccetto di birra ma ci regala simpatia. Ci da delle teste di cazzo perchè non sapevamo la strada, prende una scorciatoia ai 120 all'ora e ci fa risparmiare. Stima.

Entriamo, il posto è spazioso, ragazze in cerchio ci fanno la hola, siamo splendidi. Io di splendido ho solo i vestiti, ma gli altri compensano. Finisco i soldi a forza di negroni e long island in neanche un'ora e comincio a non vederci più un cazzo. Il campo visivo è a malapena un cerchietto davanti a me.

Perdo tutti. Vago barcollando e cado la prima volta sulle scale. Mi rialzo ridendo, ehi, fatto niente ragazze, tutto ok, sorrido.

Trovo due dei miei con una tipa. Il primo la limona, il secondo le infila una mano sotto la gonna. Poi vedo che si sciacqua le dita dentro il cocavana del primo. Sono troppo ubriaco per rendemi conto che manco l'aveva fatto apposta. Rido come un malato di mente. Per non averlo avvertito il giorno dopo mi sono preso una pizza in faccia, il buon amico non aveva infilato solo un orifizio.

Vago ancora e cado la seconda volta, sempre sulle scale. Ehi, fatto n..niente bimbe.. sorrido. Ci provano con me nell'ordine una quarantenne ubriaca, un'altra quarantenne ubriaca e, infine, una quarantenne ubriaca. Respingo con cortesia, vado a prendere un bicchiere d'acqua, ho la fogna in bocca.

Vuoto completo di mezz'ora circa.

Cado la terza volta, sempre sulle scale. Sento un cane ringhiare e la sua morsa sul mio ginocchio. Ho preso lo scalino con il menisco. Non so come riesco a camminare, giro con il ragazzo "dita nel cocktail" che mi regala scene esilaranti. Manco le ricordo, so solo che caddi dal ridere. Il buttafuori mi ritiene "persona molesta". Lo convinco che sono sobrio, che è tutto ok, guardi sto in piedi su una gamba sol...
Il ginocchio crolla. Riesco a non cadere per un pelo ma gli finisco quasi addosso. Sta per uccidermi. Per fortuna è attirato da una mezza rissa, mi dileguo.

Finisce la serata, prendiamo il taxi e collasso. Mi sveglio il giorno dopo su un letto, con addosso la camicia, un mal di testa fotutto e senza l'uso della gamba destra.
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